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IN RICORDO DI FABRIZIA BADUEL GLORIOSO


 

Per ricordare la figura della ex Consigliera del CIME, Fabrizia Baduel Glorioso, figura storica del sindacalismo internazionale e prima donna a presiedere il Comitato Economico e Sociale Europeo, si riporta qui un breve articolo ad opera di Emilio Gabaglio, membro dell’attuale Consiglio di Presidenza CIME, apparso su “Conquiste del Lavoro”.


Nei giorni scorsi ci ha lasciato, all’età di 89 anni, Fabrizia Baduel Glorioso, una persona il cui nome probabilmente non dirà molto alle nuove generazioni cisline ma che, in anni ormai lontani, è stata per lungo tempo la plenipotenziaria e la portavoce della Confederazione nel movimento sindacale europeo ed internazionale.


Durante tutto il mandato di Bruno Storti, dal 1958 in poi, Fabrizia è stata infatti la responsabile dell’Ufficio Relazioni Internazionali e in questa veste ha rappresentato la Confederazione in molteplici sedi ed occasioni contribuendo non poco ad affermare in quegli anni il protagonismo della Cisl sul piano internazionale segnato tra l’altro dall’elezione dello stesso Storti alla carica di presidente della Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi (Icftu).


Ma è soprattutto in Europa che Fabrizia ha sviluppato il suo impegno, prima in campo sindacale e poi nelle Istituzioni.


Il suo ruolo è stato importante sia nella tessitura dei rapporti e nella maturazione delle convergenze che portarono alla nascita della Confederazione Europea dei Sindacati nel 1973 che successivamente per sostenere l’adesione della Cgil alla nuova organizzazione unitaria dei sindacati europei come era negli obiettivi della Federazione Cgil Cisl Uil.


Lasciato l’incarico confederale con la segretaria di Luigi Macario nel 1977 (toccò a me sostituirla) Fabrizia continuò a rappresentare la Cisl nel Comitato economico esociale della Comunità Europea (come si chiamava allora) a cui già partecipava da tempo come autorevole membro del “gruppo lavoratori”.


Nel 1978 venne eletta presidente dello stesso Comitato, prima donna a ricoprire l’ incarico, alla guida
di questo organo consultivo delle Istituzioni europee, espressione delle parti sociali e della società civile.

Nel 1979 Fabrizia scelse di presentarsi candidata come indipendente nella lista del Pci alle prime elezioni dirette del Parlamento Europeo,quando si presentarono e come lei furono eletti altri sindacalisti, lo stesso Luigi Macario, nonché Aldo Bonaccini e Mario Didò già segretari confederali della Cgil.


Questa decisione suscitò sorpresa (e anche qualche perplessità a onor del vero) nella Confederazione,  
anche tra i colleghi europei che l’avevano conosciuta nel corso degli anni, come si può leggere per esempio nelle memorie del presidente della Dgb dell’epoca H.Oskar Vetter (anche lui eletto nello stesso momento al Parlamento Europeo) e che tuttavia riserva a Fabrizia parole di apprezzamento, stima e amicizia.


Contrariamente ad una certa fragilità apparente Fabrizia era una donna forte e determinata e lo ha provato nella sua lunga militanza all’insegna degli ideali del sindacalismo e dell’europeismo. Una testimonianza da non dimenticare.

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